Quando qualcuno mi chiede: “Perché fai la ragazza alla pari?”, non so mai cosa rispondere.
Ci sono diversi motivi per cui lo faccio, ma forse c’è una sola, profonda spiegazione: perché mi ricorda costantemente che non voglio avere figli, casomai me ne dimenticassi.

Pensate che i bambini, tutto sommato, siano esseri teneri, innocenti, onesti, sinceri, incapaci di qualsivoglia malvagità? Ah, illusi!

Ho studiato Scienze dell’Educazione e nel frattempo mi guadagnavo qualche spicciolo facendo da babysitter a una bimba che all’inizio aveva 15 mesi.
Ho fatto un tirocinio di circa sei mesi in un asilo nido italiano.
Ho trascorso un anno in Olanda come aupair di due bimbi in età scolare.
Ho appena iniziato in Scozia una nuova esperienza (che dovrebbe protrarsi per almeno tre/quattro mesi) come aupair di un toddler.

Sì, sono masochista.

Ecco dunque qualche constatazione atta a contraddire l’idea pucciosa di bambini che potreste avere in mente:
I bambini fanno la cacca. Se sono molto piccoli, tu adulto dovrai occuparti della pulizia della suddetta cacca; no, essa non ha il delicato profumo del mughetto. Se non sono più così piccoli, useranno il tuo stesso bagno. Devo aggiungere altro?
– I bambini piangono. Piangono quando hanno fame, quando non hanno fame, quando non concedi loro una caramella prima di cena. Piangono quando sono stanchi, quando non sono stanchi, ma devono andare a dormire, quando si svegliano. Piangono quando cadono sulla superficie più morbida dell mondo, quando non permetti loro di infilare le dita bagnate in una presa elettrica, quando si annoiano. Piangono quando sono frustrati dal non riuscire a fare una cosa che va oltre le loro competenze acquisite; piangono quando tu riesci a fare una cosa che loro non riescono a fare perché va oltre le loro competenze acquisite. Piangono quando perdono una partita a Uno; piangono quando scoprono che li hai fatti vincere a Uno. Insomma, piangono sempre.
– I bambini sanno essere molto, ma molto cattivi. Se sono piccoli, ti spingono, ti schiaffeggiano con quelle loro microscopiche mani, ti fissano negli occhi e fanno esattamente quella singola cosa che sanno non devono fare (gettare il cibo per terra, scrivere sui muri, strappare i peli al gatto…). Se sono grandicelli, ti dicono cose tipo: “Questa è casa mia, tu non puoi dirmi cosa posso o non posso fare” (cit.), “Voglio che te ne torni in Italia” (cit.), fino ad arrivare a inauditi livelli di malvagità, uscendosene con frasi quali: “Sei troppo vecchia per giocare con le bolle di sapone” (cit.) o “Tra dieci anni sarai una mamma” (cit.).
– Molti bambini sono capricciosi a livelli estremi, ma in questo caso la colpa non è loro. Evito di iniziare questo discorso che è meglio.

A questo punto potrei chiudere con qualche considerazione riguardante gli aspetti umani, chiamiamoli così, dei bambini, quelli che rendono piacevole e stimolante stare in loro compagnia.
Il rischio, però, è che qualcuno potrebbe assurdamente pensare che possiedo un cuore.

 

Pescare nel torbido, tanto per iniziare

E così, alla fine, ho ceduto. In tempi non sospetti, davanti a un tramonto fiorentino, la mia vanità è stata solleticata (oh, come mi è facile cedervi!) ed eccomi qui, senza avere la più pallida idea di cosa scriverò in questo blog. Dovrò pescare nel torbido, qua fuori dall’acquario, nel miscuglio di esperienze, pensieri, incontri… mettere ordine e cavarne fuori qualcosa di leggibile.
Spero riuscirò a proporre qualcosa di leggero, divertente e magari anche un po’ utile.
Cercherò di dare un’idea di ciò che accade nella mia vita, al momento (nel caso interessasse a qualcuno).
Mi impegnerò a tenere a bada la mia pigrizia e a postare con una certa regolarità.
Ma, soprattutto, tenterò con tutta me stessa di non cadere in subdole trappole fabiovolistiche.